Nel 2025 il fatturato complessivo della nautica italiana ha registrato un nuovo incremento, toccando gli 8,72 miliardi di euro, con un 1,4% in più. Ma se da un lato tengono i superyacht, dall’altro le piccole imbarcazioni da diporto soffrono le crisi internazionali, i dazi e le guerre. Anche se le prospettive per il futuro, secondo gli imprenditori del settore, sono in netto miglioramento.
È il quadro che emerge da “La nautica in cifre”, il rapporto statistico realizzato dall’ufficio studi di Confindustria Nautica in occasione dell’avvio del Salone Nautico di Genova. “Il ceto medio è quello che soffre questi scenari di insicurezza. Non è un problema di budget – spiega Piero Formenti, presidente Confindustria Nautica – ma di incertezza. Noi siamo qua in questo salone proprio per sbloccarlo, per convincerlo che ormai è giunto il di spendere e di tornare a credere nella bellezza della propria vita, che è una e bisogna viverla”.
Il 53% degli yacht prodotti nel mondo sono italiani. Le esportazioni per la cantieristica rappresentano il 90% della produzione. Il 40% delle imbarcazioni viene venduto in Europa, il 17% negli Usa, il 10% in Medio Oriente. “Le ultime due stagioni – sottolinea Stefano Pagani Isnardi, direttore ufficio studi – sono state stagioni con dei segni meno davanti. Per il 2026, e quindi con i saloni autunnali, ci aspettiamo invece che ci sia una nuova volontà di tornare a bordo di barche nuove o quantomeno rimotorizzate, quindi siamo abbastanza fiduciosi che questo possa avvenire anche con il contributo del nostro Salone Nautico”.
Quello che serve, secondo gli imprenditori nautici, “sono semplificazioni normative – spiega Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica – e non avere una concorrenza nel mercato europeo. Ma anche più spazi per permettere ai cantieri di stare al passo con le richieste”.
Quello della nautica può diventare un settore attrattivo per i giovani, come dimostrare i numeri sull’occupazione. Gli addetti effettivi salgono a 32.420, +3% sul 2024, mentre considerando l’intera filiera nautica si arriva a circa 170mila occupati. Il contributo della nautica al Pil italiano è pari a 7,51 miliardi, corrispondente al 3,32 per mille del Pil nazionale. Ma “manca una scuola delle professioni manuali – conclude Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison – per fare capire ai nostri ragazzi che lavorano in questo settore è bello e anche ben pagato”.



