full screen background image

Borghi da visitare in Irpinia: terra ricca di storia, tradizioni e natura incontaminata

di Pino Sangiovanni

Proseguiamo il nostro tour alla ricerca dei borghi più belli d’Italia.

Il nostro suggestivo percorso verso questi affascinanti luoghi nascosti ci porta in Irpinia, terra ricca di tradizioni, luoghi incontaminati e prodotti tipici.

Summonte

Ha una storia antichissima, attestata dai resti ultra millenari del complesso castellare. All’origine il suo vero nome era Submontis “Sotto il monte” denominazione latineggiante che stava ad indicare il piccolo borgo che sorgeva ai piedi del monte Vallatrone.

Borgo fra i più belli d’Italia è completamente circondato da montagne ricche di sorgenti, che predomina su tutta l’area del Partenio e che si dona con i suoi percorsi trekking e panoramiche suggestive.

Gesualdo

Il nome deriva dal cavaliere longobardo al quale, per i suoi meriti, il duca Romoaldo avrebbe donato le terre poi ereditate dalla famiglia dei Gesualdo, probabilmente nel VI secolo, durante la guerra con i Bizantini. Secondo altri il toponimo medievale, Gisivaldum, deriverebbe da Gis-wald, ovvero “bosco di Gis”, pertanto il cavaliere si sarebbe chiamato Gis.

“Città del Principe dei Musici”, del raffinato precursore della musica moderna e importante madrigalista, Carlo Gesualdo. Scrigno di bellezza autentica, fra i borghi più belli e tipici nel cuore dell’Irpinia, il cui Castello predomina sul centro storico, che si snoda lungo caratteristici vicoli concentrici.

Savignano Irpino

Le cui origini deriverebbero da un certo Nasellius Sabinus, un militare romano vissuto nel I secolo da cui trasse il nome il Fundus Sabinianus e poi il Castrum Sabinianum oppure dalle popolazioni italiche pre-romane, i Sabini, stanziati nell’Italia centrale.

Borgo arroccato su di un rilievo a forma di sella, posto alla destra del fiume Cervaro su due alti colli, il Tombola e il Calvario, dalla storia millenaria conservata nel suo caratteristico centro abitato, accogliente rifugio di antiche tradizioni.

Zungoli

Il cui nome deriva da Castrum Curuli, un capitano normanno di nome Curulo (da cui Giungolo o Juncolo) che edificò la rocca in funzione anti-bizantina. Secondo altri, Rohlfs G., Barra G.- Giovanniello V., Forgione S. e Caruso V., il toponimo si richiama al cognome Zùngolo di origine greco-bizantino diffuso in Lucania, sia che derivi da Kurulos (piccolo signore).

Terra di confine, adagiata su un colle circondato dai monti Molara, Monticelli e Toppo dell’Anno, crocevia fra le antiche vie romane, Appia e Traiana, e attraversata dal tratturo Pescasseroli-Candela. Terra di storia, annoverata fra i Borghi Più Belli d’Italia e anche Bandiera Arancione del Touring Club, a dimostrazione dell’eccellenza del borgo.

Monteverde

Il toponimo Montis Viridis fa riferimento al verde dei boschi che circondavano il monte su cui sorse il castello. I boschi furono poi sostituiti dalle colture cerealicole.

Paese abbracciato tra le valli del fiume Ofanto e dell’Osento lungo la dorsale appenninica campana, all’estremità orientale della Provincia di Avellino, il borgo più accessibile d’Italia, dal centro storico antico e suggestivo per i suoi scorci paesaggistici ed incluso nel prestigioso circuito dei “Borghi più belli d’Italia”.

Nusco

Il borgo di Nusco viene denominato il “balcone dell’Irpinia” per le bellissime vedute che ci sono dagli spalti del castello e dai vicoletti caratteristici.

Di grande valore ed importanza storica la Cattedrale di Sant’Amato che è il patrono di Nusco. Maestosa è anche la chiesa di San Giuseppe in stile barocco.

Inoltre, l’Irpinia è famosa per numerosi prodotti tipici. Alcuni di questi sono i gustosi formaggi irpini, tra i quali si ricordano il “Caciochiatto” (tipico di Ariano Irpino), il “Caciocavallo” podolico (Aquilonia, Bisaccia, Calitri), la “Scamorza”. Ricopre un ruolo importante anche la produzione di salumi, come il “Prosciutto” di Trevico, la “Soppressata” e la “Salsiccia”, nonché la pasta casareccia (Cavatielli di Castelfranci e la Maccaronara di Castelvetere sul Calore), mentre tipico di Montecalvo Irpino è il pane casareccio.

Altri prodotti noti sono il Tartufo di Bagnoli, la “Castagna di Montella” IGP e le famose Nocciole irpine. Tra i condimenti spicca l’olio extravergine d’oliva “Irpinia – Colline dell’Ufita”, fregiatosi del marchio DOP (Denominazione d’Origine Protetta).